Biossido di zolfo (SO2) - attalea
 

Biossido di zolfo (SO2)

so2x

Il biossido di zolfo viene emesso prevalentemente dall’industria, in particolare dalle raffinerie e dagli impinati di produzione elettrica. Esso viene emesso dalle attività che comportano l'impego di combustibili fossili che contengono zolfo (cementifici).
I campionatori passivi per la misura del biossido di zolfo sono costituiti da un involucro cilindrico di 20 mm di diametro. All'interno un filtro in cellulosa impregnato di carbonato di potassio costituisce il mezzo absorbente. Il filtro viene sottoposto ad estrazione e il biossido di zolfo che ha reagito viene determinato cromatografica ionica.
Per minimizzare l’effetto di disturbo del vento vengono impiegati appositi espositori.

La normativa inerente il biossido di zolfo  è il D.M. 60 del 2 aprile 2000 e prevede:

a) un valore limite orario per la protezione della salute umana di 350 μg/m3 da non superare più di 24 volte l’anno) (media oraria),
b) un valore limite orario per la protezione della salute umana pari a 125 μg/m3 da non superare più di 3 volte l’anno (media giornaliera),
c) un valore limite per la protezione degli ecosistemi pari a  20 μg/m3 (media anno civile e inverno).

La verifica del rispetto dei limiti di legge di cui ai punti b) e c) mediante l’impiego di campionatori passivi è possibile; per il punto a) è possibile una stima con metodi di natura probabilistica.

Scheda tecnica 
Tasso di campionamento 11.9 ml/min a 20oC
Range di utilizzo
 1 — 240 µg/m3
Tempo di esposizione 1- 4 settimane
Limite di rilevabilità 0.3 µg/m3 per periodi di 2 settimane
 Possibili influenze esterne 10% fino a  4.5 m/s
 Nessuna influenza tra 10 e 30 oC
  Nessuna influenza tra 20 e  80%
Conservazione Prima dell'uso: 12 mesi
  Dopo l'uso: 4 mesi
Cross sensitivity Determinazione specifica
Incertezza estesa

 23.4 % a concentrazioni  di  20 - 40 µg/m3