PM10 PM2.5 - attalea
 

PM10 PM2.5

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Attalea fornisce un servizio di misura del particolato (PM10 e PM2.5) mediante la realizzazione di campagne della durata minima di 2 settimane. 
La misura di questo inquinante consente di valutare il rispetto della normativa vigente, che individua un  valore limite di 50 µg/m3 sulle 24 ore da non superare più di 35 volte in un anno (D.M. n. 60 del  2 aprile 2002).
Il sistema di campionamento bicanale e sequenziale utilizzato consente la raccolta, su due filtri indipendenti operanti in parallelo, di materiale particolato di differente granulometria e richiede una manutenzione solo bisettimanale. L’analisi dei campioni raccolti viene condotta con il metodo gravimetrico, conforme alla normativa vigente.  Le campagne di misura vengono condotte su tutto il territorio nazionale.
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Con il termine PM10 e PM2.5 si intendono le particelle fini solide e liquide sospese in atmosfera e aventi diametro uguale o inferiore a 10 µm  e 2.5 µm.
Il particolato fine è una miscela di particelle prodotte da sorgenti naturali, dalle attività industriali, dai mezzi  di trasporto e dalla produzione di energia elettrica. Elevate concentrazioni di questo inquinante sono risultate correlate ad effetti negativi sulla salute. 

I servizi di monitoraggio del particolato forniti da Attalea sono integrati dalla possibilità di condurre la speciazione chimica del materiale racolto e poter quindi valutare il contributo relativo delle diverse sorgenti di particolato. 

Scarica la scheda descrittiva dei servizi PM10 e PM2.5 
 
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Per campagne di misura di carattere indicativo, quando è necessario poter disporre di più punti di misura e qualora non sia richiesta una stretta aderenza alle prescrizioni della normativa vigente per quanto attiene la strumentazione di misura, Attalea propone l’effettuazione di campagne di indagine mediante misuratori ottici di massa (Optical Particle Counter - OPC). Questi sono dotati di un sensore a diffrazione laser con pompa di aspirazione, una sonda isocinetica e sono dotati di un datalogger per  l’archiviazione dati. Il particolato è determinato per classi dimensionali diverse (PM10, PM7, PM2.5,  PM1) o come polveri totali sospese (TSP). L’analizzatore AEROCET 531, porposto per queste campagne, è uno degli strumenti più evoluti per queste applicazioni ed è stato ampiamente testato in numerose indagini di carattere ambientale ed epidemiologico. Il sistema ottico presenta un errore intrinseco che viene compensato introducendo un fattore di correzione delle misurazioni ottenuto per comparazione con metodi gravimetrici certificati.  Le particelle “contate” sono quindi convertite in valori di massa utilizzando un algoritmo proprietario per aerosol con densità standard.

Scarica la scheda tecnica sui ai servizi di misura del particolato (OPC) 
 
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DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa

 

Secondo i più recenti dati scientifici e sanitari, che la Commissione ha presentato nella sua comunicazione dal titolo “Strategia tematica sull’inquinamento atmosferico”, l’esposizione alle particelle sottili (PM2,5) presenti nell’aria ambiente causa, da sola, una riduzione dell’aspettativa di vita statistica del cittadino medio dell’UE di oltre 8 mesi. La Commissione con la nuova Direttiva 2008/50/EC  introduce pertanto standard ambientali specifici per la frazione respirabile del particolato presente nell’aria ambiente (PM2,5).
La nuova Direttiva rivede inoltre le disposizioni in vigore per incorporarvi le esperienze degli Stati membri. A tal fine il documento

 

(1) introduce obblighi specifici di monitoraggio e nuovi obiettivi ambientali per le particelle sottili (PM2,5);


(2) offre una certa flessibilità a livello di attuazione perché consente, a determinate condizioni soggette all’approvazione della Commissione, di prorogare le date per il raggiungimento di alcuni valori limite, ad esempio per il PM10 e il biossido di azoto;

 

(3) consente agli Stati membri di incentrare gli sforzi permettendo loro di sottrarre i contributi imputabili alle fonti naturali nel momento di valutare a conformità ai valori limite

La Direttiva 2008/50/EC sulla qualità dell'aria